Manovre natalizie.

Finalmente siamo riusciti a parcheggiare l’Italia. La manovra è stata portata al termine  dai neopatentati. Qualche osservazione deve essere fatta. Ambiguità, muro contro muro, sovranismo non hanno portato ad alcun risultato se non quello di produrre incertezza, mancanza di programmazione, innalzamento dei tassi sui titoli pubblici a seguito di aste deludenti. Oggi ascoltando con attenzione l’intervento del Premier Conte prendiamo atto che la manovra è stata modificata rivedendo le stime  che già erano state oggetto di scontro interno con lo stesso ministro Tria accusato di essere troppo morbido con Bruxelles. Oggi cosa dice Conte? Che la manovra è la stessa, cambia qualche numero, sono stati difesi dall’Europa i provvedimenti più importanti che partiranno nei tempi e nei modi previsti (ovviamente modalità e tempi che non si conoscono). Carissimo Premier l’Europa non si è mai permessa di entrare nel merito dei provvedimenti previsti (questi rientrano nell’autonomia degli Stati sovrani e mai ci poteva essere ingenerenza di Bruxelles) bensì aveva messo in discussione le stime affrettate della manovra fino a minacciare la procedura di infrazione. Può alzare e  abbassare i toni mentre recita la poesia. Il ringraziamento va al Ministro Tria e a chi dal primo momento aveva fornito pareri e motivazioni serie e competenti circa le stime di spesa e di entrata. 

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