Politica della protesta e del cambiamento.

Troviamo ragioni di mobilitazione e addirittura di unione per protestare, eppure non sappiamo più trovarne per costruire, proporre, riformare. È così che la politica si riduce soltanto alla sua metà, la dimensione della critica e della contestazione: che è utile e in qualche caso indispensabile a patto però che sappia crescere poi dell’altra metà, convertirsi in progetto, speranza, responsabilità, proposta capace di cambiare davvero le cose. Ciò a cui assistiamo è invece una sorta di mistica del cambiamento, continuamente evocato e continuamente rinviato perché la protesta non vuole trasformarsi in politica da spendere sul mercato quotidiano fino al giorno magico in cui arriverà il Redentore capace di purificare l’intero sistema, col quale oggi non ci si vuole contaminare.

Ezio Mauro

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