Sismabonus ed Ecobonus

Il Ministro Fraccaro risponde ad alcune domande sul bonus del 110% per particolari tipi di interventi edili, tutti potranno realizzarli perché anche se impossibilitati a realizzare l’intervento possono chiedere piuttosto che la detrazione lo sconto totale in fattura. L’azienda che realizza l’intervento e acquisisce il credito lo potrà cedere alle banche per riscuoterne la cifra. Nell’attesa delle modalità operative si riportano le parole del ministro pubblicate sulla sua pagina FB.

Buongiorno a tutti.
In una fase di emergenza come quella che stiamo vivendo serve una misura di grande impatto per la ripresa. Con il Superbonus al 110% tutte le famiglie, anche quelle in difficoltà, potranno ristrutturare la propria abitazione rendendola più efficiente e sicura. In questo modo facciamo ripartire l’economia all’insegna della sostenibilità. Ecco la mia intervista di oggi su Avvenire

Come funzionerà l’ecobonus al 110%?
“Con il Superbonus i cittadini potranno effettuare gli interventi per l’efficientamento energetico e l’adeguamento antisismico a costo zero. Avranno infatti una detrazione fiscale del 110%, superiore cioè alla somma spesa, oppure lo sconto totale in fattura: in questo caso cedono il credito di imposta all’azienda che effettua i lavori, che a sua volta potrà cederlo a banche e fornitori ottenendo liquidità immediata. Questo circolo virtuoso farà aumentare i lavori, quindi il Pil e l’occupazione, mentre si riducono le emissioni inquinanti”

Non tutti i lavori edili però sono agevolati. A quali interventi è vincolata la misura?
“La finalità di questa norma è affrontare due priorità, l’emergenza climatica e la fase di difficoltà economica causata dal Coronavirus. Per questo introduciamo il Super ecobonus e il Super sismabonus: tutti i lavori rientranti in questi incentivi godranno del meccanismo del 110%. La condizione essenziale è intervenire sul cappotto termico o sostituire la caldaia: in questo caso si potranno anche rifare gli infissi, installare i pannelli fotovoltaici e altri interventi a costo zero. Quindi chi ha intenzione di sostituire solo gli infissi è incentivato a cambiare anche la caldaia, proprio per favorire ancor di più la transizione energetica”.

La la maxi agevolazione rischia di favorire soprattutto le famiglie più facoltose o si applicherà anche per chi non ha possibilità economiche?
“No, perché ribadisco che il Superbonus al 110% è stato pensato per dare a tutte le famiglie, anche quelle più in difficoltà economica, la possibilità di rendere più sicure ed efficienti le proprie abitazioni. In questo periodo critico legato al Coronavirus è importante che lo Stato faccia la sua parte per consentire a tutti di effettuare questi lavori, soprattutto a chi in questo momento non ha possibilità di spesa. La logica del 110% risponde proprio alla necessità di rendere la misura accessibile a tutti. Abbiamo inoltre coinvolto l’edilizia popolare perché è l’occasione per coinvolgere anche le periferie nel progetto di riqualificazione delle abitazioni private”.

Quali sono le soglie previste?
“Le soglie attualmente previste per l’ecobonus e il sismabonus restano invariate o addirittura aumentano. La soglia massima di spesa dipende dai lavori effettuati, che vanno moltiplicati per il numero delle singole unità abitative e si possono sommare tra loro. C’è quindi un range di spesa molto alto per gli interventi, dal cappotto termico alla sostituzione delle caldaie, dalla sostituzione degli infissi all’installazione di pannelli fotovoltaici o colonnine elettriche di ricarica”.

Sarà valido anche per le seconde case?
“Chiariamolo: il superbonus al 110% si applica sia alle prime che alle seconde case, tranne solo se queste ultime sono unità abitative unifamiliari. Abbiamo voluto che la platea degli edifici ristrutturabili fosse la più ampia possibile perché la maggioranza delle abitazioni è a rischio sismico o energivora. In questo modo diamo una spinta decida all’edilizia, settore trainante dell’economia, tutelando ambiente e territorio”.

Qual è la logica che ha spinto il governo a stanziare un incentivo così “esagerato” per l’edilizia che inevitabilmente ha sottratto fondi alle famiglie con figli e alle scuole (paritarie comprese)?
“I fondi per le famiglie ci sono, come quelli per l’edilizia scolastica. Nell’ultima manovra, con la “norma Fraccaro”, abbiamo varato un piano per la messa in sicurezza degli edifici pubblici (scuole incluse) e per la sostenibilità da 2,5 miliardi di euro in 5 anni, dopo i 900 milioni dello scorso anno. Il Superbonus serve a promuovere le energie rinnovabili ed è un incentivo per un settore trainante e ad alto effetto moltiplicatore. L’Ance ha stimato ricadute per l’economia pari a 21 miliardi grazie a questa misura, metterla in campo va a beneficio di tutti”.

Lo stesso Crimi ha ammesso che sulle famiglie con figli bisogna fare qualche sforzo in più. Ci sono margini per aumentare i fondi in fase di conversione del decreto in Parlamento?
“Il Parlamento sarà certamente chiamato a dare il proprio contributo ed è obiettivo di tutti incrementare i fondi. Abbiamo raddoppiato il bonus baby sitter, portandolo a 1.200 euro, previsto il congedo parentale e introdotto il reddito di emergenza fino a 800 euro a famiglia. Il Governo sta concentrando ogni sforzo a sostegno dei cittadini”

Su Mes e regolarizzazioni dei migranti nei 5 stelle ci sono opinioni diverse, crede che il Movimento riuscirà a superare la prova dell’Aula?
“Il confronto interno è naturale ma il MoVimento in Aula sarà compatto”.

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